Croci e Verruca
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Il poggio di Verruca si erge oltre il corso del torrente Volata, proprio di fronte all'altura ove sorgono i paesi di Massa e di Cozzile. All'epoca dell'invasione longobarda la Borra ed il suo affluente Volata segnavano il confine fra il territorio da essi occupato e il contado pistoiese, che restò per circa un ventennio in mano ai Bizantini. Sulla sua vetta era probabilmente situata una forficazione greca in posizione strategica lungo una via di penetrazione all'interno dell'Appennino, collegata con quella che sorgeva nei pressi di Serra Pistoiese e con l'altra situata vicino a Serravalle Pistoiese. Dopo la sconfitta dei Bizantini il torrente Borra rimase a segnare il confine fra la Valdinievole e il contado pistoiese, sia pure inserito nell'area di influenza longobarda. La rocca, nel XII secolo, fu feudo dei conti Alberti e successivamente passò sotto il controllo del comune di Pistoia, sebbene facesse capo, come giurisdizione ecclesiatica, alla diocesi di Lucca che era riuscita ad associarlo al suo territorio dopo una vertenza coi vescovi di Pistoia durata alcuni decenni. |
Verruca. Sommità dell'antico abitato |
Santuario della Beata Vergine del Carmine - Croci |
Nel 1303 le truppe lucchesi, fra cui erano anche i massesi, riuscirono a conquistare la rocca, pare per tradimento della guarnigione pistoiese, e il territorio della Verruca fu unito a quello del comune di Massa e Cozzile e vi rimase anche dopo la conquista fiorentina, nonostante un tentativo dei pistoiesi di rivendicarne la giurisdizione. Attorno alla rocca, nel XIV secolo, risulta sorgesse una piccola comunità dotata di una chiesa propria e organizzata a comune rurale. Ora delle abitazioni e della chiesa non resta più niente se non alcuni ruderi ed una croce. |
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Prima di giungere alla rocca di Verruca in un largo spiazzo sul pianoro di Croci, si trova il Santuario della Beata Vergine del Carmelo fondato nei primi anni del XVII secolo sul luogo di una margine che custodiva l'immagine affrescata della santa titolare. I lavori di costruzione terminarono nel 1706, mentre un successivo intervento di ampliamento e miglioria fu completato nel 1710, grazie a Giuseppe Veroni contadino del luogo e su iniziativa e con l'appoggio di don Bartolomeo Pasquini, all'epoca pievano di Massa. L'edificio, assai semplice, si fa ammirare per l'eleganza del luminoso porticato a tre arcate sorrete da colonne di pietra grigia che si apre sulla facciata. E’ stato recentemente restaurato a cura del Comitato per il recupero del Santuario di Croci. All'interno si trovano pitture ad affresco e stucchi di autori locali (Puccini, Barli, Lippi ed il contemporaneo Martoglio). Sulla sinistra del pianoro di Croci sorge il medievale oratorio di San Cataldo a Pupigliano, del quale restano soprattutto avanzi dell’abside. La costruzione è uno dei più antichi edifici religiosi "minori" del territorio ed è menzionata sin dai primi dell'XI secolo. Recenti scavi nei dintorni hanno portato alla luce anche resti di insediamenti di epoca romana. |
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Il ponte medievale di Barano raggiungibile da Croci |
Frantoini, ponte medievale all'imbocco della strada per Croci |
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Dintorni di Croci. Pupigliano, area della chiesa di San Cataldo, durante i lavori di ristrutturazione dell'abitazione privata adiacente |
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Bibliografia:
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